Principi fondamentali della produzione musicale
nella DAW

Con l'aiuto delle moderne DAW (Digital Audio Workstations) oggi è possibile creare canzoni da soli: dalle idee al mastering! In questo articolo descriviamo, grazie all'esempio di Samplitude Pro X Suite il funzionamento di una DAW.

Dallo Home recording alla DAW

Dallo studio di registrazione alla DAW

Per capire come funziona una DAW è bene aver presente come si lavora in un classico Home recording.

Nella produzione musicale tradizionale le registrazioni venivano eseguite senza computer, sequenziatore o altri strumenti digitali.

In uno studio classico con tutte le sue componenti come le "camere dell'eco" per la riproduzione artificiale del riverbero mancava una cosa molto importante: il lavoro non distruttivo. Le modifiche del materiale registrato sul nastro, dovevano per forza essere registrare o venivano perse non appena si effettuavano altre impostazioni.

La funzione di registrazione di preset e modelli non esisteva ancora. Era necessario evitare di commettere errori durante il lavoro. Non era possibile esportare un progetto dopo il primo mixaggio per poi modificarlo e correggerlo in seguito. Non appena l'ingegnere del suono iniziava a mixare la prossima canzone, tutte le configurazioni e i fader del mixer venivano resettati. L'unico modo di mettere in sicurezza queste impostazioni è quello che in una DAW si chiama "Stereo Bounce".

Dovendo lavorare sempre al 100 % senza errori, un intera generazione di ingegneri del suono si è spesa molto per migliorare questi meccanismi. Con funzioni software come il "Total Recall" era solo possibile salvare tutte le impostazioni del mixer ed degli effetti per usarle in seguito. In questo modo si poteva, in caso di emergenza, ripristinare un mixaggio per eliminare gravi errori. Le impostazioni salvate dovevano comunque essere ripristinate manualmente, cosa che necessitava un po' di lavoro e quindi un po' di tempo in più.

Pian piano che si sviluppavano funzioni nuove che hanno reso il lavoro in studio molto più semplice, iniziava a sembrare impossibile raggiungere gli stessi risultati con i mezzi tradizionali. Questi rimangono legati a metodi di lavoro troppo impegnativi. Era necessario infatti tagliare il nastro fisicamente con un lama e poi incollarlo per poter eliminare le imperfezioni dell'esecuzioni del musicista. A differenza che con i moderni strumenti per il mix, non era possibile ascoltare in anteprima l'effetto delle modifiche. Una volta che il nastro veniva tagliato non si poteva tornare indietro.

Un vero miglioramento dei processi di produzione si è avuto con la comparsa delle DAW. Con la forbice virtuale e lo strumento per incollare è possibile tagliare, spostare e riposizionare il materiale digitalizzato.

Elementi fondamentali di una moderna DAW

Elementi fondamentali di una moderna DAW

I vantaggi di una moderna DAW come Samplitude si fanno adesso molto più chiari. Il tuo PC di casa può contenere tutto ciò he in un vero Home recording è contenuto in vari metri quadri. Regia, editing suite e sala insonorizzata sono a portata di mano in pochi click e offrono un sacco di assistenti e funzioni che semplificano molto il lavoro.

Il primo passo da fare per poter elaborare del materiale audio in una DAW è la digitalizzazione (Analog-Digital-Conversion). La risoluzione di suoni naturali è infinitamente bassa o alta. Per questo è necessario assegnare a questi suoni un valore del volume in ogni momento. Il momento viene espresso dal sample rate in Kilohertz, il valore del volume in Bit. La combinazione più conosciuta di questi due valori è 16 Bit e 44,1 kHz, che corrisponde alla risoluzione di un audio-CD. Altri valori possibili in Samplitude Pro X sono 24 o 32 Bit e fino a 384 kHz. Valori più alti producono una maggiore potenza di calcolo tipica di una risoluzione più fine, simile all'analogico originale. La risoluzione massima dipende dalla scheda audio.

Con la digitalizzazione si riduce la risoluzione della registrazione. Avviene cioè una riduzione della qualità - non percepibile dall'orecchio umano - in modo da potere elaborare le registrazioni in una DAW.

Oltre alla digitalizzazione, il "lavoro non distruttivo" è ciò che con l'introduzione sul mercato della DAW, ha influenzato maggiormente il lavoro in studio. Se fosse necessario digitalizzare tutte le registrazioni prima di utilizzarle, sarà possibile eseguire modifiche senza che il materiale originale venga modificato. A differenza delle registrazioni analogiche su nastro per le quali è necessario eseguire di nuovo la registrazione al completo che in seguito non sono più modificabili, con un software moderno è possibile farlo. Il cosiddetto "Principio playlist" prevede che le modifiche eseguite dalla DAW mai siano salvate sul materiale originale ma su copie di esso appositamente create. In Samplitude è possibile anche cambiare in ogni momento le impostazioni degli effetti oppure disattivarli del tutto per ripristinare il sound della registrazione originale. È possibile farlo anche dopo aver finito il mixaggio, per molto tempo.

Il principio playlist è stato migliorato in Samplitude Pro X. È possibile adesso applicare gli effetti ai singoli oggetti senza dover creare una automazione o una nuova traccia. Se per esempio si vuole aumentare il riverbero della chitarra, si può farlo molto semplicemente con l'editor degli oggetti. Il "lavoro orientato all'oggetto" ha lo scopo di ripensare il mixaggio basato sulla traccia tipico dei vecchi studi di registrazione, per poter realizzare le proprie idee creative in maniera più rapida.

Si capisce facilmente come, a differenza delle tecniche degli inizi della produzione musicale, una DAW come Samplitude offra molte più possibilità e possa contenere il pochi megabyte un intero Home recording.

La registrazione audio

All'inizio di ogni registrazione è necessario impostare il volume del microfono. Indipendentemente da quale interfaccia (scheda audio) si usi o da quale sample rate si applichi, questa operazione deve essere eseguita con cura. Il volume della registrazione corrisponde al volume dell'amplificatore del microfono. Questo normalmente si trova sulla scheda audio o viene installato con il regolatore gain. Il volume ottimale della registrazione dovrebbe includere la dinamica completa e cioè dal punto a volume più basso fino a quello più alto. Questo dovrebbe essere quindi, nella parte più alta della registrazione poco prima di 0 dBFS. DBFS sta per "deciBel Full Scale" e significa che con 0 dBFS si raggiunge letteralmente il punto più alto della scala. Tutto ciò che sta sotto questo valore non può essere raggiunto dal tuo computer e da luogo a distorsioni.

Diversamente dal nastro audio analogico dove le sovramodulazioni vengono utilizzate per influenzare durante la registrazione positivamente il suono. Nelle registrazioni digitali queste sono tra le peggior cose che possono capitare. Ogni tipo di distorsione digitale rende inutilizzabile la tua registrazione ed è molto complicata da rimuovere. Per trovare il volume di registrazione ideale in Samplitude sarà necessario un po' di tempo. Il volume giusto sarà riconoscibile in seguito del mix in molte posizioni. Questo ti aiuterà a eseguire perfettamente il mixaggio.

Dopo aver impostato il volume di registrazione sarà necessario scegliere la modalità di registrazione. Samplitude Pro X differenzia tra i tre tipi di registrazione standard, punch e loop. Tu puoi scegliere uno tra questi. Le differenze tra questi riguardano soprattutto il tipo di riproduzione e come viene eseguita la registrazione.

Registrazione audio

In modalità standard la registrazione si avvia premendo il tasto rosso di registrazione e si interrompe premendo il tasto stop. Questa modifica è adatta a quando si inizia una registrazione e non è presente altro materiale audio.

La registrazione punch è pensata proprio per correggere le registrazioni e non doverle eseguire di nuovo completamente. È possibile infatti spostarsi attraverso la registrazione manualmente o con i marker fissati in precedenza. Il musicista sente durante la riproduzione la parte eseguita prima. Non appena inizia la registrazione (punch-in), la parte già registrata non sarà più udibile e al suo posto si sentirà il segnale di entrata del suo strumento. Così il musicista potrà eseguire di nuovo la parte da correggere. Dal momento in cui si interrompe la registrazione (punch-out), la vecchia parte sarà di nuovo udibile ed in questo modo la registrazione completa sarà salvata.

Il Loop Recording, insieme alla funzione di Samplitude Revolver Tracks, rappresenta uno strumento potente per tagliare il take ideale. Viene indentificata una area che dopo l'avvio della registrazione verrà riprodotta ciclicamente. Questo permette di registrare anche in breve tempo take e variazioni una dopo l'altra. Dopo lo stop alla registrazione i take prodotti possono essere visualizzati in tracce separate. Con il Revolver Tracks e il Take Composer infine sceglierai le parti migliori della registrazione per inserirla in una cosiddetta traccia comping.

Audio-Editing

A differenza dei metodi tradizionali, con le workstation moderne è possibile effettuare vari montaggi per prova e poi tornare al materiale originale in pochi secondi. Anche in questo caso vale il principio playlist. I tagli ed i montaggi non vengono eseguiti sul materiale originale ma su una apposita copia. Al posto del taglio e del montaggio classico, una moderna DAW offre una vasta gamma di assistenti che velocizzano di molto i processi.

Con l'aiuto della quantizzazione è possibile eliminare rapidamente gli errori di tempo. La quantizzazione consiste sostanzialmente nell'assegnazione di un valore di una nota fissa. In una DAW questo significa che un qualsiasi evento audio viene allineato alla griglia della timeline definita in precedenza. Fattori determinanti a questo riguardo sono i BPM (Beats per Minute) e le battute.

Un esempio molto chiaro è l'elaborazione delle registrazioni di batteria. Con pochi click è possibile suddividere la registrazione in diverse parti ed ordinarle secondo la griglia temporale impostata. Mentre alcune batterie vengono assegnate nella post produzione, può anche avvenire il contrario. Molti batteristi professionisti hanno sviluppato un proprio "groove" che caratterizza il loro stile, riconoscibile dagli addetti ai lavori. Se si eccede nella quantizzazione, si rischia di perdere questa particolarità dello stile e si potrebbe anche compromettere la registrazione.

Per questo il Sequenzer permette di applicare questo particolare stile da uno strumento a tutto il progetto. Questa procedura è chiamata Groove Extraction. Invece di assegnare la batteria alla griglia, è la griglia che viene adattata alla batteria. Il tempo ed il BPM seguono la battuta della batteria senza perdere il timing del progetto.

Una volta che il ritmo della canzone è impostato, sarà possibile correggere anche gli altri strumenti della band. La voce costituisce un caso a parte A differenza di molti strumenti, questa è caratterizzata non solo dal tempo ma anche dalla tonalità. Con la funzione "Elastic Audio" Samplitude Pro X è possibile correggere stecche e stonature del cantante. Con questa è possibile infatti portare la voce alla tonalità giusta usando il Piano Roll. Molto importante in questo caso è il momento di transizione tra la parte corretta e quella originale del cantante. Come con la quantizzazione della batteria, un adattamento perfetto della tonalità rovina il carattere personale della registrazione. Questa risulterà inoltre non naturale. Piccole imperfezioni rendono la parte cantata più autentica senza gravi perdite di qualità.

La registrazione MIDI

Registrazione MIDI

MIDI sta per "Musical Instruments Digital Interface" ed è in estrema sintesi un protocollo telematico per il controllo dei sampler. Un interfaccia MIDI non invia contenuti musicali ma veri comandi che vengono interpretati dalla DAW e li trasforma in musica. Questo significa che il segnale MIDI non contiene un suono ma delle informazioni: suona la nota X con volume Y e durata Z. Nel software verrà prodotto un suono con queste informazioni che si sentirà dagli altoparlanti.

I ritardi non rappresentano un problema in una registrazione MIDI come in una registrazione audio. Un altro importante vantaggio della registrazione MIDI è la sua estrema flessibilità. Immagina che, dopo la registrazione di una chitarra, sia possibile cambiare la posizione del tuo dito o modificare l'amplificatore senza dover suonare il brano nuovamente con la chitarra. Con un sequenzer o una DAW è possibile cambiare tutti i parametri dopo la registrazione.

La registrazione MIDI avviene dal vivo usando un controller MIDI USB o il Piano Roll con il mouse. Il Piano Roll è una componente di Samplitude che mostra una tastiera di un pianoforte e i relativi comandi MIDI con tempo e tonalità. È possibile quindi suonare le note direttamente sul Piano Roll.

Per trasformare i comandi MIDI in suono hai bisogno di un sampler. I sampler all'interno di una DAW vengono chiamati anche VSTi (Virtual Studio Technology Instrument).

Elaborazione MIDI

Come già accennato prima, il grande vantaggio della tecnologia MIDI sono le tante possibilità di post-elaborazione. Esattamente come le registrazioni audio, anche le registrazioni MIDI possono essere adattate alla griglia per correggere le imperfezioni. Normalmente durante una registrazione MIDI non è possibile creare il groove di cui abbiamo parlato prima. Per ovviare a questo Samplitude mette a disposizione il cosiddetto Humanazing. Con questa "umanizzazione" tutti gli events vengono spostati di poco in tutte le direzione (in avanti ed indietro), in modo da ricreare un timing naturale. È possibile anche correggere le singole note sbagliate molto semplicemente, senza dover registrare tutto nuovamente, Si ha anche la libertà di scegliere liberamente lo strumento da suonare mentre le informazioni MIDI rimangono in memoria nella DAW. Basterà cambiare il VSTi. Se si vuole che un altro strumento suoni la stessa melodia o gli stessi accordi si dovrà semplicemente spostare l'oggetto MIDI sulla straccia di un altro strumento. Non è possibile solamente spostare gli oggetti della traccia ma anche i dati MIDI di un intero progetto. Per far questo è necessario esportare gli oggetti MIDI di un progetto. Con Samplitude si può fare in vari modi.

  • Si può esportare tutti gli oggetti MIDI in un file su una singola traccia
  • Si può esportare tutti gli oggetti MIDI in un file su più tracce
  • Si può esportare gli oggetti MIDI selezionati come file/oggetti MIDI

Se si sceglie una delle due opzioni, si avrà anche la possibilità di indicare il Tempo del progetto nel file MIDI. Questo rende molto semplice lo scambio di interi progetti MIDI perchè in caso di importazione in un altra DAW non si dovranno impostare le configurazioni del Tempo. Il software leggerà le informazioni sul Tempo e le loro eventuali modifiche e le trasferirà al nuovo sistema. Un altro vantaggio di questo tipo di procedura è che gli strumenti possono essere sostituiti semplicemente con quelli presenti nella Library della nuova DAW.

È possibile anche trasformare il materiale audio registrato in eventi MIDI. In Samplitude potrai sostituire la batteria vera con una virtuale. Basta selezionare l'oggetto da sostituire con note MIDI. Quindi scegli nel menu oggetto la voce Quantizzazione e poi Assistente Autoquantizzazione. Questo assistente mostra vari parametri con i quali si può determinare come il software deve reagire agli input della batteria, e cioè quanti marker transitori devono essere fissati, Aprendo l'assistente alla Audioquantizzazione si può selezionare ogni singolo oggetto audio e poi configurare come Samplitude deve elaborarlo dallo stesso assistente. Dopo questo passaggio clicca su Oggetto → Quantizzazione → Audio Quantizzazione avanzata → Crea MIDI-Trigger dai marker transitori. Viene creata una nuova traccia MIDI che contiene una nota MIDI per ogni marker transitore. In questo modo il grooove del materiale audio viene trasferito alla traccia MIDI e tu dovrai solo ancora scegliere il drumkit che preferisci. Ovviamente puoi usare il kit virtuale su vari layer per rendere il suono della batteria registrata più voluminoso.

Molte workstation permettono di visualizzare sul Piano Roll i dati come vere note. Questo risulta molto utile per esempio se si vuole suonare le note con un vero strumento e non si ricorda la completa composizione. La visualizzazione delle note serve anche a capire meglio la composizione musicale della produzione con la DAW per poterla migliorare.

Mixing

Quando si è editato gli strumenti, impostato tutti i fades e il timing è quello giusto si può iniziare con il mixaggio.

Durante il mixaggio viene ripristinata la configurazione che si aveva al momento della registrazione. Per riprodurre la spazialità, gli strumenti vengono posizionati in base all'immagine stereo. Oggi questa definizione è stata un po' ampliata, dato che con le tecnologie avanzate è possibile modificare la musica anche durante il mixaggio. Si può rafforzare elementi già esistenti o inserirne di nuovi. "Fix in the mix" è una modo di dire sbagliato perchè non si possono fare grandi modifiche durante il mixaggio. Assolutamente no. Se non ti piace il sound della registrazione, puoi risparmiare tempo e soprattutto i tuoi nervi, registrando di nuovo la parte. Le modifiche nel mix sono da eseguire in caso di emergenza e purtroppo con molti compromessi.

Gli effetti del mix sono divisi in due grandi categorie. Seriali e paralleli. Gli effetti seriali come i compressori e l'equalizer vengono inseriti uno dopo l'alto. Questo significa che stanno sullo stesso canale del materiale audio. Questo significa che l'effetto modifica tutto il materiale audio presente sul canale. In caso di elaborazione del suono e della dinamica è consigliato applicare gli effetti i modo seriale.

Gli effetti paralleli vengono inseriti trasversalmente attraverso i cosiddetti bus AUX. L'effetto sta su una traccia separata in modo che il segnale non modificato rimanga sul canale originale, mentre sulla seconda traccia si possa mixare il segnale con l'effetto. Esempi sono il Riverbero, Delay e gli effetti di modulazione Si può applicare l'effetto solo a singole parti dell'intero materiale. A differenza degli effetti seriali, in questo caso il materiale non viene modificato ma inserito nuovamente.

Mastering

Il Mastering si divide in due categorie: mastering creativo (chiamato anche premastering) e mastering tecnico.

Inizialmente il mastering era il trasferimento delle registrazione da nastro a vinile. A causa di limitazioni tecnologiche come il volume dei bassi o a correlazione delle fasi dei canali, era necessario preparare una registrazione apposta per la produzione di dischi in vinile.

Adesso è possibile intervenire molto di più nella fase di mastering tanto che si attua la distinzione detta in precedenza. Grazie alle tecnologie avanzate di una DAW applicare le modifiche ed inciderle su un CD occupa una parte molto piccola dell'intero processo. Quindi al giorno d'oggi quando si parla di mastering ci si riferisce principalmente a quello creativo.

Quando il mix è pronto, cioè i volumi e la configurazione degli effetti delle tracce sono definitivi, si può trasferire il brano ad un mastering studio per il tocco finale.

Mastering

Mentre durante il mixaggio vengono applicati effetti con risultati notevoli sugli oggetti, nella fase di mastering si effettuano aggiustamenti dettagliati. Non sono rari abbassamenti del volume di 0,5 dB. L'ingegnere del mastering non si occupa più dei tanti effetti applicati durante il mixaggio.

Per eseguire un mastering creativo sono sufficienti il compressore e l'equalizzatore. Anche perchè in questo caso non si lavora sulle singole tracce ma su tutto il mixaggio stereo. Una modifica alla curva dell'equalizzatore - ad eccezione di Stems Vocal-Up/Down - influenza tutto il mix.

La prima regola del mastering è che un mix perfetto non ha bisogno di mastering (creativo).

Immagina un mix dove non si sente bene la chitarra. Si può risolvere il problema alzando le frequenze di circa 1,5 kHz. In questa area di frequenze possono trovarsi anche parti del rullante, della voce e del basso. Tutte queste parti del segnale vengono influenzate dalla nuova impostazione dell'equalizzatore cosa che influenzerebbe molto il suono risultante, contrariamente alle intenzioni di chi esegue il mastering. Quindi in presenza di molte modifiche dell'equalizzatore si cercherà, nella fase di mastering, di lavorare sulle singole parti del segnale per non modificare troppo l'intero mix.

Con la fase del mastering tecnico si produce un master per l'incisione. Quindi non si effettueranno modifiche al materiale audio ma questo verrà preparato per la copia. Bisogna assicurarsi che gli inizi, le fini (Fade in/out) e l'ordine generale dei brani siano corretti. Il controllo e la correzione delle fasi come l'eliminazione dei rumori di disturbo appartengono al mastering tecnico ma hanno effetto su tutto il mix. In questo caso il confine tra mastering tecnico e creativo e molto labile.

Esportazione

Il passo finale della produzione musicale consiste nella trasformazione del file risultante in un formato audio. Si distingue tra formati che non provocano perdite e formati che causano perdite. Per un utilizzo comune come sullo smartphone o dalle cuffie sono sufficienti i formati mp3, wmv oder Ogg Vorbis. Non ci si accorgerà della perdita di qualità almeno fino a quando la quantità dei kilobit non è a tre cifre. Ma con sistemi di qualità superiore si nota molto la differenza trai suddetti formati e quelli che non provocano perdita di qualità come WAV o AIFF. La scelta dipende dall'utilizzo che se ne vuole fare. Si deve decidere se si preferisce risparmiare spazio in memoria sul computer o sul cellulare o se si preferisce la qualità del suono. Se si prepara il materiale audio per la masterizzazione/incisione è necessario esportare il materiale senza perdite per garantire la migliore qualità audio.

Spesso non si ha presente quanto sia complesso il software per la produzione musicale con cui si sta lavorando. E soprattutto di quanto poco spazio occupano in un computer tutte le componenti di uno Home recording tradizionale. Le DAW sono tutte diverse l'una dall'altra. Ogni DAW contiene funzioni diverse. Samplitude Pro X Suite ti accompagna passo a passo in tutte le fasi della produzione musicale. Dalla scrittura delle canzoni alla registrazione, l'editing, il mix e il mastering: hai sempre a disposizione tutti gli strumenti per lavoro estremamente efficiente nella DAW.


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